Il club dei delitti del giovedì mi è piaciuto moltissimo. Te ne parlo nel post: cast, trama, recensione, considerazioni personali e lo spoiler, ma è i fondo e puoi anche non leggerlo.
È uscito ieri su Netflix e l’ho guardato subito prima di tutto perché tra i protagonisti ci sono, a mio avviso, due grandi del cinema. Parlo di Helen Mirren e Pierce Brosnan. Li ammiro entrambi, non solo come attori, ma anche come persone. Accanto a loro Ben Kingsley, Celia Imrie, Naomi Ackie e Tom Ellis (avete presente Lucifer?). Un cast eccezionale diretto da Chris Columbus (Percy Jackson e alcuni Harry Potter).
Il bello di Netflix è che ti avvisano dei film che stanno per uscire e puoi chiedere di ricevere una notifica non appena è fuori. Ero davvero curiosa di vedere Il club dei delitti del giovedì dal trailer, che ti riporto qui sotto, sembrava essere molto divertente.
Le immagini sono l’inizio del film. Attraverso queste Helen Mirren, che interpreta Elisabeth Best (il cognome non penso sia un caso, ma scelto ad hoc – in inglese significa migliore) ci introduce al club dei delitti del giovedì di cui fanno parte lei, e gli amici Ron Ritchie (Pierce Brosnan), Ibrahim Arif (Ben Kingsley) e ci parla del loro ultimo caso rimasto irrisolto. Un delitto avvenuto una cinquantina d’anni prima, cioè nel1973.
A quei tempi, l’ispettore capo Penny Grey, unica donna in polizia a quei tempi, carissima amica di Elisabeth e con cui ha fondato il club, indagava sul caso, ma l’uomo, accusato inizialmente del delitto, il fidanzato della vittima, scomparve e tutto finì in niente.
La trama
Il film è un giallo, ma anche una commedia, quindi adatto un po’ a tutti e nonostante le vicende e gli omicidi è una pellicola leggera, adatta ad una serata di relax, ma veniamo alla trama. Elisabeth, Ron e Ibrahim, insieme con Penny e il marito, sono ospiti di una casa per anziani davvero favolosa dove ognuno ha una stanza o, per meglio dire, un miniappartamento. Gli ospiti passano il tempo in vario modo: dalla pittura con modelli umani e nudi, al club del puzzle, a quello dei delitti, tanto per citarne alcuni.
Quando si ritrovano ad indagare sul caso della “donna in bianco” ossia quella volata fuori dalla finestra accoltellata, si rendono conto di aver bisogno di qualcuno che sia esperto di medicina e, caso vuole, è arrivata una nuova ospite, Joyce Meadowcroft (Celia Imrie) che tra l’altro fa delle torte favolose, che è stata un’infermiera.
La donna viene invitata a far parte, solo temporaneamente, del club dei delitti del giovedì e tra una torta, le indagini, gli arresti sbagliati della polizia i quattro anziani riescono a risolvere il complesso caso. C’è da dire che sono avvantaggiati dalle loro rispettive vecchie professioni. Elisabeth era una spia dell’MI6 (ma è un segreto ben custodito), Ron un sindacalista, Ibrahim uno psichiatra e Joyce, come abbiamo detto, un’infermiera.
Oltre al vecchio delitto, per cui non hanno soluzione, si ritrovano a dover indagare sulla morte di uno dei tre proprietari del terreno e della tenuta dove vivono. Il primo sospettato è il socio numero due che aveva intenzione di trasformare la casa per anziani in appartamenti di lusso e di smantellare il vecchio cimitero per aver spazio per costruire altri alloggi, sempre di lusso.
I nostri quattro membri del club dei delitti del giovedì si ritrovano a dover indagare sul nuovo omicidio per salvare la casa di cura e non essere cacciati via. Quindi ora gli omicidi sono due, che poi si rivelano tre, anche se uno è piuttosto datato. La polizia brancola nel buio, come del resto accade in molte commedie, altrimenti come farebbero i protagonisti a risolvere il mistero? I quattro amici si offrono di aiutare nelle indagini e quando risolveranno il caso, non senza perdite e dolori, Elisabeth proporrà a Joyce di entrare a far parte del club stabilmente.
La storia
Il film Il club dei delitti del giovedì (The Thursday Murder Club) è tratto dall’omonimo libro dell’autore britannico Richard Osman. In realtà parliamo del primo romanzo della serie, si può quindi ipotizzare che ce ne saranno altri, sempre con i nostri protagonisti a risolvere altre storie, altri omicidi.
Recensione
Come ho detto all’inizio mi è piaciuto tantissimo. Non è un film adrenalinico, come potrebbe esserlo un Mission Impossible di Tom Cruise, ma è assolutamente logico. I protagonisti sono quattro persone di una certa età che vivono in un casa di riposo per anziani. Ron è divorziato (due volte) Ibrahim è sempre stato single, Elisabeth è sposata, ma suo marito è malato (Alzheimer o demenza senile) e Joyce è da poco rimasta vedova.
Ho apprezzato il modo in cui l’autore/sceneggiatore ha creato un mondo per anziani ove questi possano impegnarsi in attività. Che siano il nuoto sincronizzato (non proprio, ma mi piace definirlo così) per Ron, la passione di Joyce per le torte, la voglia di risolvere misteri, di dipingere modelli, di tirare con l’arco, queste persone hanno la possibilità di vivere la loro età. E sottolineo vivere perché dal vivere, avere hobby, impegnarsi in attività, al sopravvivere non facendo niente in attesa della morte c’è una bella differenza.
Quando mio padre diceva che “tirava a campare” dopo la morte di mia madre, e che “era passato un altro giorno” con tono annoiato e depresso a me veniva il magone. Aspettare la morte è terribile e questo film, anche se di una storia si tratta, aiuta a tirarsi su di morale e a far venire la voglia di impegnarsi in qualcosa. Dai film, così come dai libri, si può imparare, si possono cogliere idee e insegnamenti.
Un’altra cosa che ho apprezzato moltissimo, vista la mia passione per gli interni, è la cura degli ambienti. La residenza storica Gaddesden Place è usata per gli interni di Cooper’s Chase, la casa di riposo. Altre riprese sono state fatte negli Shepperton Studios. Di seguito la lista completa delle location principali:
- Shepperton Studios: Per alcune scene e interni;
- Englefield Estate (Berkshire): Utilizzata per interni ed esterni della casa di riposo “Cooper’s Chase”;
- Beaconsfield (Buckinghamshire): Cittadina di mercato scelta per le riprese esterne;
- Little Missenden (Buckinghamshire): Il villaggio pittoresco dove si trova il Red Lion Pub, utilizzato per alcune scene;
- Gaddesden Place (Hertfordshire): Una residenza storica impiegata per girare gli interni della casa di riposo;
- St Mark’s Church, Theale (Berkshire): La chiesa all’interno dell’Englefield Estate.
Ho adorato le tappezzerie e la cura dei dettagli, come pure l’abbigliamento di Elisabeth e Joyce. Chi darebbe loro l’età che hanno? Indubbiamente un film che consiglio al 100%. Assolutamente da non perdere.
Attenzione spoiler
NON LEGGERE SE NON VUOI SAPERE IL FINALE!!!
Ricordi l’amica di Elisabeth, Penny? Quella che era ispettore capo della polizia? Ebbene nel presente è nell’hospice della casa di cura. Non ci dicono esattamente cos’abbia, ma è incosciente e passa le sue giornate immobile nel letto, accudita dal marito. Sembra che i due omicidi, che poi sono i due dei tre proprietari di Cooper’s Chase siano state uccise dalla stessa persona. Invece no.
Il primo morto, Tony Currant, è stato ucciso per sbaglio da Bogdan, un lavoratore polacco che voleva soltanto riavere il suo passaporto. Tony guadagnava con il traffico degli esseri umani e non era una brava persona come invece faceva credere.
Il secondo morto, Ian Ventham, inizialmente sospettato dell’omicidio del primo, viene invece assassinato dal marito di Penny, che non poteva lasciare che mettessero mani nel cimitero per costruire. Perché? Lui e la moglie avevano occultato in una tomba il cadavere di Peter Messer, il fidanzato della donna in bianco. Era stato lui ad assassinarla e Penny non aveva potuto accettare che la passasse lisca.
Il finale è dolceamaro per i quattro amici de Il club dei delitti del giovedì. Il marito di Penny, una volta scoperto, sa di dove andare in prigione, ma l’idea di separarsi dall’adorata moglie malata e incosciente lo angoscia. Dopo aver spiegato i motivi per cui l’ha fatto chiede di rimanere per un attimo solo con lei. Una volta soli nella stanza, prima uccide lei e poi si toglie la vita. Le ultime scene solo al funerale dei due, con Ibrahim che fa un discorso toccante.
Nel dolore, però si può sempre trovare qualcosa per cui valga la pena vivere. Elisabeth dona a Joyce la catenina di Penny e la accoglie definitivamente nel club dei delitti del giovedì. Un cozy mistery assolutamente da non perdere. Spero nel seguito.
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